Tomasz Stanko (tromba), Marcin Wasilewski (pianoforte),
Slawomir Kurkiewicz (contrabbasso), Michal Miskiewicz (batteria) |
Nato a Rzeszov l'11 luglio 1942, Tomasz Stanko si è avvicinato al jazz verso la fine degli anni Cinquanta: nel 1962 forma con il pianista Adam Makowicz il suo primo gruppo, i Jazz Darings. Successivamente il trombettista lavora assiduamente con il pianista e compositore Krzyszstof Komeda, prendendo parte alla realizzazione dello storico album Astigmatic e di numerose colonne sonore firmate dallo stesso Komeda per film di Roman Polanski e di altri registi polacchi.
Negli anni Settanta Stanko si impone come uno dei più originali jazzisti del Vecchio Continente, trovando nel batterista finlandese Edward Vesala un prezioso compagno d'arte, con il quale condividerà anche la prima registrazione per l'ECM, Balladyna, del 1975. E proprio alla casa di Monaco di Baviera si deve la meritevole riscoperta di un musicista rimasto per un certo periodo ai margini della scena jazzistica: del 1994 è Matka Johanna, registrato come il successivo Leosia insieme al pianista Bobo Stenson, al contrabbassista Anders Jormin e al batterista inglese Tony Oxley. A conferma di una ritrovata creatività esce nel 1997 Litania, sentito e doveroso omaggio a Komeda, la cui musica ispirerà anche parte di From The Green Hill, frutto dell'incontro fra Stanko e altri forti personalità come John Surman e il bandoneonista argentino Dino
Saluzzi.
Soul Of Things, registrato nell'agosto 2001 con gli stessi partner presenti al concerto di Monza, è un altro di quei dischi che mette in evidenza il profondo lirismo poetico che nutre e sospinge la musica di Tomasz
Stanko.
Sempre nel corso della serata del 6 maggio, verrà presentato il programma completo del Brianza Open Jazz Festival, che tra la fine di giugno e la metà di luglio coinvolgerà, oltre a Monza, i comuni di Biassono, Brugherio, Cernusco sul Naviglio, Lissone, Vedano al Lambro e
Villasanta. |