Le schede dei musicisti
 

Flavio Boltro French Quartet 
Flavio Boltro (tromba), Eric Legnini (pianoforte), Rémi Vignolo (contrabbasso), Franck Agulhon (batteria).

Da tempo residente a Parigi, Flavio Boltro è solista dal notevolissimo bagaglio tecnico che si inserisce nel solco della migliore tradizione moderna del suo strumento: Wynton Marsalis lo ha descritto come uno dei più dotati trombettisti del panorama contemporaneo. Già componente dell'Orchestre National de Jazz (sotto la direzione di Laurent Cugny) e del sestetto del compianto pianista Michel Petrucciani, Boltro ha da poco pubblicato per la storica Blue Note il suo nuovo album, 40°, registrato insieme al pianista Eric Legnini, al contrabbassista Rémi Vignolo e al batterista Franck Agulhon, suoi abituali collaboratori con i quali dà vita ad una musica scoppiettante e coinvolgente, figlia del più sanguigno hard bop.

25 GIUGNO - Monza

Enrico Rava - Stefano Bollani Duo 
Enrico Rava (tromba, flicorno), Stefano Bollani (pianoforte).

Il più internazionale dei jazzisti italiani e Stefano Bollani, formidabile talento scoperto e valorizzato proprio dal trombettista triestino, formano ormai da diversi anni una affiatata coppia artistica, ampiamente apprezzata nel circuito jazz internazionale, come attesta tra l'altro il recente CD Montreal Diary/B, registrato dal vivo in Canada nel luglio del 2001 e pubblicato dalla francese Label Bleu. Sullo sfondo di un composito repertorio che spazia da brani originali a standard americani e classici della canzone italiana, Rava e Bollani dialogano ad armi pari stimolandosi l'un l'altro e ricavandosi ampi spazi solistici dove da una parte si impone il solare, toccante lirismo del primo, sia alla tromba che al flicorno, e dall'altra si fa strada un pianismo che è il felice punto di raccordo fra varie influenze stilistiche.

25 GIUGNO - Monza

ZAPPATISTAS 
John Etheridge (chitarra e voce), Simon Bates (sassofoni e voce), Paul Jayasinha (tromba), Annie Whitehead (trombone), Steve Lodder (tastiere), Teena Lisle (percussioni e vibrafono), Rob Statham (basso elettrico), Mike Bradley (batteria).

Alcuni dei più noti musicisti della scena musicale britannica rendono doveroso omaggio ad uno dei geni musicali del secolo passato: Frank Zappa, compositore, chitarrista, musicista capace di esprimersi con grande lucidità in contesti e ambiti diversissimi fra loro. A guidare gli Zappatistas, nome tanto curioso quanto azzeccato, è il chitarrista John Etheridge, già membro dei Soft Machine e compagno di strada di innumerevoli musicisti, fra cui il violinista Nigel Kennedy e l'ex Police Andy Summers, con il quale ha inciso un bel disco in duo. Etheridge e i suoi, fra cui spicca la trombonista Annie Whitehead, esplorano il composito universo zappiano facendone affiorare i molteplici aspetti, dall'anima rock di "I'm The Slime" alle inclinazioni jazzistiche di "Grand Wazoo" e "Big Swift", alle intriganti architetture di "King Kong". Il tutto con grande rispetto per l'autore ma prendendosi quelle legittime libertà cui ogni jazzista che si rispetti non deve venire mai meno.

26 GIUGNO - Monza

Dahl - Andersen - Heral Trio  
Carsten Dahl (pianoforte), Arild Andersen (contrabbasso), Patrice Heral (batteria, voce, live electronics).

Uno dei trii più interessanti apparsi di recente sulle scene del jazz europeo. Ne fanno parte il pianista danese Carsten Dahl (già collaboratore di Joe Lovano, Johnny Griffin, Jerry Bergonzi, Benny Golson, James Moody e altri illustri jazzmen d'Oltreoceano), il contrabbassista norvegese Arild Andersen, uno dei veterani del jazz scandinavo e ben noto per numerose incisioni per la tedesca ECM (anche al fianco di Jan Garbarek) , e il batterista e vocalist Patrice Heral, personalità fra le più originali del jazz transalpino. Insieme, Dahl, Andersen ed Heral hanno registrato nel febbraio del 2002 l'album The Sign, disco che vive innanzi tutto sul mirabile equilibrio delle forze in campo da cui scaturisce una musica elegante, raffinata, sorprendente, quasi sospesa nel tempo e nello spazio. Una musica che comunica emozioni profonde e che mette in luce la caratura di una formazione che riesce a rinnovare la formula del classico piano jazz trio.

27 GIUGNO - Monza

Rita Marcotulli Koinè 
Andy Sheppard (sassofoni), Rita Marcotulli (pianoforte, tastiere), Michel Benita (contrabbasso), Arto Tunçboyaciyan (percussioni e voce), Philippe Garcia (batteria). Gianmaria Testa (chitarra e voce).

Koinè è il titolo del recente fortunato album di Rita Marcotulli, jazzista, pianista e compositrice da anni apprezzata a livello internazionale, ma in primo luogo musicista aperta a recepire influenze culturali diverse per restituirle filtrate dalla propria spiccata personalità. E di questa sua innata inclinazione Koinè è viva testimonianza: il disco si configura infatti come uno stimolante e appassionante viaggio fra suoni e ritmi diversi compiuto insieme ad una nutrita schiera di musicisti di svariata provenienza geografica e appartenenti ad altrettante aree musicali. Presentato dal vivo in anteprima lo scorso febbraio a Roma, il progetto Koinè viene ora portato in tour per tutta Italia. A fianco della pianista ci sono : il sassofonista inglese Andy Sheppard, il fantasioso percussionista armeno Arto Tunçboyaciyan, i francesi Michel Benita, al contrabbasso, e Philippe Garcia, alla batteria, e quale ospite speciale solo per la data di Monza il cantautore Gianmaria Testa.

27 GIUGNO - Monza

Louis Armstrong Tribute All Stars 
Alfredo Ferrario (clarinetto), Carlo Bagnoli (sax soprano), Rudy Migliardi (trombone), Andrea Pozza (pianoforte), Aldo Zunino (contrabbasso), Stefano Bagnoli (batteria).

Forse il più popolare e amato jazzista di tutti i tempi, colui che sicuramente ha dato un contributo fondamentale alla diffusione di questa musica in tutto il mondo, viene omaggiato da un'autentica all stars del jazz italiano di stampo tradizionale. In campo sono difatti il clarinettista Alfredo Ferrario, il sassofonista Carlo Bagnoli, uno dei veterani del jazz italiano, il trombonista Rudy Migliardi, il pianista Andrea Pozza, Il contrabbassista Aldo Zunino e il batterista Stefano Bagnoli, tutti solisti di provata esperienza. Il loro repertorio verte ovviamente su quei capolavori che hanno reso celebre ovunque la tromba di Armstrong, ma anche la sua inconfondibile voce. Un concerto nel segno di una tradizione che è bene non vada mai dimenticata.

28 GIUGNO - Villasanta

Six Appeal di Federica Tassinari 
Federica Tassinari (voce), Fabrizio Cattaneo (tromba e flicorno), Chicco Zanaboni (sax tenore e contralto), Alessandro Collina (pianoforte), Simone Monnanni (contrabbasso), Rodolfo Cervetto (batteria).

Con alle spalle studi classici di pianoforte e canto, Federica Tassinari ha esordito professionalmente nel 1994: percepita una particolare predilezione per la musica afro-americana, la cantante genovese partecipa nel contempo a varie edizioni dei seminari di "We Love Jazz" e ha così occasione di conoscere grandi musicisti come Ron Carter, Ray Brown, Clark Terry, Benny Golson, la vocalist Shawn Monteiro e il Reverendo Lee Brown. Con gli ultimi due affina la conoscenza del canto mainstream e gospel, che diventeranno le sue due specialità. Il raggio d'azione di Federica Tassinari è dunque ampio e in questo suo excursus sonoro la cantante è ben coadiuvata dai musicisti che l'accompagnano nei vari gruppi di cui è autorevole leader, fra i quali ci sono i Six Appeal, un mix fra Swing e la migliore canzone americana.

1 LUGLIO - Biassono

Trapezomantilo 
Mauro Negri (clarinetto), Bebo Ferra (chitarra), Marco Remondini (violoncello), Stefano Bagnoli (batteria).

Attivo sin da primissimi anni Novanta (si impose nel concorso "Jazz Contest" del 1991), il quartetto Trapezomantilo si distingue da sempre per l'originalità della sua configurazione strumentale: clarinetto, chitarra, violoncello, batteria. Ne consegue una particolarità timbrica che non ha eguali nel panorama jazzistico non solo italiano e che si sposa con un innato rigore compositivo. Dopo un periodo di riflessione, il gruppo è tornato in attività sotto la guida del clarinettista Mauro Negri e con al suo posto anche un altro dei componenti originari, il violoncellista Marco Remondini, mentre in luogo del chitarrista Simone Guiducci e del batterista Riccardo Biancoli ci sono ora Bebo Ferra e Stefano Bagnoli. Con questa nuova line up Trapezomantilo ha registrato per la Via Veneto Acusti(k)anto, album ricco di spunti, giocato su composizioni originali atte anche a mettere in evidenza le singole individualità.

3 LUGLIO - Brugherio

Maurizio Giammarco "Megatones" 
Maurizio Giammarco (sassofoni ed elettronica), Dario Cecchini(sassofoni, clarinetto basso, flauti), Pino Iodice (organo, tastiere e campionatore), Gianluca Renz( contrabbasso e basso elettrico), John Arnold (batteria).

Maurizio Giammarco, uno dei jazzisti italiani con maggior esperienza internazionale, definisce il suo nuovo gruppo Megatones come il progetto più ambizioso dai tempi di Lingomania, formazione attivissima negli anni Ottanta e da considerarsi il miglior esempio di jazz - fusion prodotto in Italia. L'idea portante di Megatones è l'unione fra la ricerca compositiva e improvvisativa del leader con la solidità e l'elasticità del collettivo. Di rilievo è la componente tecnologica, che riporta Giammarco apparentemente lontano dalla strada maestra del jazz, o almeno dai contesti squisitamente acustici nell'ambito dei quali il sassofonista ha operato negli ultimi anni. Megatones significa quindi anche rompere con certi schemi, all'insegna di una trasversalità che include comunque richiami alla grande tradizione del jazz.

3 LUGLIO - Brugherio

The Herbie Nichols Project 
Michael Blake (sax), Ted Nash (sax), Frank Kimbrough (pianoforte), Ben Allison (contrabbasso), Michael Sarin (batteria).

L'Herbie Nichols Project è una delle formazioni più rappresentative del Jazz Composers Collective, associazione di stampo cooperativo nata a New York per volontà di alcuni dei più interessanti solisti attivi sulla vivace scena musicale della Big Apple. E come si evince dalla stessa intestazione, scopo primario del gruppo è tenere viva l'attenzione sulla musica e l'opera di uno dei più sensibili pianisti e compositori del jazz moderno. La ricorrenza dei quarant'anni dalla prematura scomparsa di Herbie Nichols, avvenuta nell'aprile del 1963, dona un significato particolare al concerto del pregevole quintetto americano, nelle cui file militano attualmente, accanto ad alcuni dei membri fondatori - il sassofonista Ted Nash, il contrabbassista Ben Allison e il pianista Frank Kimbrough - il sassofonista Michael Blake (già con i Lounge Lizards di John Lurie) e il batterista Michael Sarin, assiduo collaboratore del trombettista Dave Douglas.

4 LUGLIO - Brugherio

Media Res 
Gianni Savelli (sassofoni e flauti), Aldo Bassi (tromba e flicorno), Stefano Lestini (pianoforte), Francesco Pugliesi (contrabbasso), Marco Rovinelli (batteria), Sergio Quarta (percussioni).

Media Res è ricerca delle radici, è contaminazione, è comunicazione, è antico e moderno nello stesso tempo. Quella dell'affiatato sestetto romano, diretto dal sassofonista Gianni Savelli, è musica "di confine", rigorosamente acustica, nella quale si intrecciano echi di voci distinte e complementari: il jazz degli anni Cinquanta, rintracciabile negli impasti dei fiati, il feeling dei ritmi latini, la cantabilità melodica tipica dell'area del Mediterraneo, la libertà di certo jazz contemporaneo, suggestioni africane e altro ancora. I suoi componenti hanno all'attivo prestigiose collaborazioni con, tra gli altri, Natalie Cole, Chet Baker, Yusef Lateef, Lester Bowie, Don Cherry, Sara Jane Morris. I Media Res hanno preso parte alla realizzazione delle musiche per il film Le fate ignoranti di Ferzan Ospetec e per lo spettacolo teatrale Affetti collaterali di Maurizio Rigatti.

9 LUGLIO - Cernusco sul Naviglio

Simone Guiducci "Gramelot Ensemble" guest Ralph Alessi 
Ralph Alessi (tromba), Simone Guiducci (chitarra), Fausto Beccalossi (fisarmonica), Achille Succi (clarinetto e clarinetto basso), Salvatore Majore (contrabbasso e violoncello), Roberto Dani (batteria e percussioni).

Uno dei più sensibili specialisti italiani delle sei corde (acustiche), il mantovano Simone Guiducci guida un gruppo - tra i migliori dell'attuale panorama non solo nazionale - che si muove con grande personalità e intelligenza ai confini fra jazz e folklore, fra profumi antichi e umori moderni. Al centro della musica del Gramelot Ensemble c'è sempre e comunque una raffinata ricerca compositiva e improvvisativa che permette al leader e agli altri componenti il quintetto di esprimersi compiutamente e in modi diversi. Importante nella circostanza è la presenza dell'ospite straniero: il trombettista californiano Ralph Alessi, già stretto collaboratore di Steve Coleman e Don Byron, componente di gruppi diretti da Uri Caine e presente nell'ottimo Chorale, l'ultima fatica discografica di Guiducci e del suo Gramelot Ensemble, insieme ai connazionali Erik Friedlander, Chris Speed e Nicolas Simion e alla cantante Maria Pia De Vito.

10 LUGLIO - Cernusco sul Naviglio

Giovanni Mazzarino Trio 
Giovanni Mazzarino (pianoforte), Stefano Senni (contrabbasso), Paolo Mappa (batteria).

Eletto "miglior nuovo talento italiano" dell'anno nel referendum "Top Jazz 2002" del mensile Musica Jazz, il pianista siciliano Giovanni Mazzarino ha al suo attivo varie incisioni discografiche e collaborazioni con importanti jazzmen d'Oltreoceano, da Tom Harrell a Randy Brecker, da Eddie Henderson a Steve Swallow, oltre che con italiani del calibro di Massimo Urbani, Flavio Boltro, Gianni Basso e Franco Cerri. Stilisticamente ascrivibile a quella corrente del piano jazz con le radici nel Bebop, ma aperta anche alle innovazioni di un Bill Evans, Mazzarino è coadiuvato nell'occasione da altri due valenti musicisti cresciuti in quel fiorente bacino musicale che è la Sicilia, quali sono il contrabbassista Stefano Senni e il batterista Paolo Mappa.

12 LUGLIO - Vedano al Lambro

Paolino Dalla Porta Sextet 
Achille Succi (clarinetto e clarinetto basso) Riccardo Luppi (sax, flauti), Andrea Dulbecco (marimba), Bebo Ferra (chitarra), Paolino Dalla Porta (contrabbasso), Francesco Sotgiu (batteria).

Dave Liebman, Lester Bowie, Michel Petrucciani, Kenny Wheeler, Paul Bley, Aldo Romano, Enrico Rava, Lee Konitz, Don Cherry, Mick Goodrick, Tony Oxley, Mal Waldron, Leroy Jenkins, Massimo Urbani, Oliver Lake, Franco D'Andrea, Antonello Salis, Paolo Fresu, Tiziana Ghiglioni, Misha Mengelberg, Han Bennink, Richard Galliano, Dominique Pìfarely, David Murray, Paul McCandless, Stefano Battaglia, Sainkho Namtchylak, John Taylor sono solo una parte dei musicisti con i quali Paolino Dalla Porta ha collaborato dalla fine degli anni Settanta ad oggi. Uno dei più solidi e nel contempo versatili contrabbassisti prodotti dal jazz italiano di ogni epoca, Dalla Porta è anche compositore arguto e queste doti le mette in evidenza anche nei gruppi che dirige in prima persona. Il suo attuale sestetto è la combinazione di altre forti personalità, amalgamate fra loro grazie all'autorità del leader, uno che sa bene quale direzione far prendere ad una musica che dalla strada maestra del jazz si spinge avventurosamente verso territori inesplorati.

13 LUGLIO - Lissone