Le schede dei musicisti
 

La Banda di Biassono incontra il jazz di Paolo Tomelleri.

Classe 1938, Paolo Tomelleri è uno dei veterani del jazz italiano, capace di spaziare dal repertorio tradizionale, di cui è profondo conoscitore, alle moderne innovazioni del Be Bop. Nell'arco della sua intensa attività musicale ha suonato con illustri jazzmen d'oltre Atlantico come Tony Scott, Joe Venuti, Bill Coleman, Clark Terry, Bud Freeman, Phil Woods e molti altri. Autore anche di musiche da film, di spettacoli teatrali e documentari, Tomelleri ha guidato e guida proprie formazioni (da piccoli gruppi a una vera e propria big band) nelle quali esprime tutto il suo potenziale di polistrumentista, alternandosi ai sassofoni e al clarinetto. L'incontro con la Banda di Biassono sancisce il connubio fra due mondi solo apparentemente lontani fra loro, riportando alla mente le gloriose imprese delle marching band di New Orleans.

26 GIUGNO - Biassono

 
Paolo Fresu Quintet

Paolo Fresu (tromba e flicorno), Tino Tracanna (sax tenore e soprano), Roberto Cipelli (pianoforte), Attilio Zanchi (contrabbasso), Ettore Fioravanti (batteria)

 
Il quintetto italiano di Paolo Fresu è uno dei gruppi più longevi del jazz di casa nostra, guidato da un musicista da tempo apprezzatissimo a livello internazionale. Per il trombettista sardo e compagni è tempo di celebrazioni: il quintetto festeggia, infatti, quest'anno il proprio ventennale, sia in palcoscenico che mediante una serie di incisioni discografiche. Fresu, Tracanna, Cipelli, Zanchi e Fioravanti costituiscono una macchina musicale dagli ingranaggi perfettamente oliati e che proprio nel mirabile equilibro delle forze in campo ha una delle carte vincenti. Un gruppo che non conosce la routine, che riesce sempre ad esprimersi ad altissimi livelli, grazie a quel dinamico senso di tensione e distensione che contraddistingue una musica che è jazz nel significato più autentico del termine. Cioè musica che tiene conto del passato con i piedi ben saldi nel presente e lo sguardo proteso verso il futuro..

27 GIUGNO - Monza

 
Louis Sclavis Quartet

Louis Sclavis (clarinetto, clarinetto basso, sax soprano), Dominique Pifarely (violino), Vincent Courtois (violoncello), Fraçoise Merville (batteria).

 
Louis Sclavis è una delle personalità di primissimo piano del jazz transalpino, scena musicale fra le più originali del Vecchio Continente. Il polistrumentista di Lione, splendido virtuoso soprattutto di vari tipi di clarinetti, è da sempre autore e interprete di una musica che si nutre di molteplici ingredienti, del più avanzato linguaggio jazzistico come della musica europea, sia "colta" che "popolare", talvolta persino di elementi sonori e ritmici presi dal rock. Il tutto amalgamato con grande rigore formale e impreziosito da immaginifiche sortite improvvisative. Il quartetto allestito appositamente per l'edizione 2004 di Brianza Open Jazz Festival palesa inflessioni cameristiche, in virtù della presenza, accanto al leader, di altri due straordinari musicisti quali sono il violinista Dominique Pifarely e il violoncellista Vincent Coourtois. Il corposo sostegno ritmico è assicurato dai versatili piatti e tamburi di Fraçoise Merville, assiduo collaboratore di Sclavis, così come peraltro lo sono gli altri due componenti del gruppo.

28 GIUGNO - Monza

 
High Five
 
Daniele Scannapieco (sax tenore), Fabrizio Bosso (tromba), Luca Mannutza (pianoforte), Pietro Ciancaglini (contrabbasso), Lorenzo Tucci (batteria)
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Benché di costituzione relativamente recente, gli High Five rappresentano una delle realtà più solide dell'attuale felice stagione del jazz made in Italy. Il segreto del loro successo sta in una musica che affonda le proprie radici nella più sanguigna scuola hard bop, quella di indimenticati maestri come Art Blakey e Horace Silver. Sotto la guida di Fabrizio Bosso e di Daniele Scannapieco, gli High Five percorrono la strada maestra del jazz con tale convinzione e determinazione da evitare la semplice operazione di ricalco storico e stilistico. Merito anche di una sezione ritmica scalpitante, che fornisce ai due fiati un supporto impeccabile e nel contempo di grande dinamismo. Gli High Five sono anche una macchina spettacolare efficacissima: ogni loro concerto dimostra come il jazz possa essere una intelligente forma di intrattenimento.

29 GIUGNO - Monza

 
Michael Rosen Quartet

Michael Rosen (sax tenore e soprano), Paolo Birro (pianoforte), Paolino Dalla Porta (contrabbasso), Mauro Beggio (batteria).

 
Michael Rosen è nato a Ithaca, nello Stato di New York, ma in Italia ha messo salde radici. Il suo strumento lo ha iniziato a studiare all'età di undici anni. Gli studi gli ha poi completati al celebre Berklee College of Music di Boston. In curriculum ha significative collaborazioni con Jim Hall, Mike Stern, Peter Erskine, Kenny Wheeler, oltre che con gli italiani Enrico Rava, Franco D'Andrea e Roberto Gatto, solo per fare qualche nome. Intensa è anche la sua attività di session man nell'ambito della musica leggera (Mina, Celentano, Bennato, Articolo 31, Rossana Casale e molti altri). Tenorista dal fraseggio fluente e dalla sonorità corposa, sopranista flessuoso e solare, Rosen è anche autorevole leader di propri gruppi, sempre formati da musicisti di vasta esperienza, come lo sono i suoi attuali partner.

2 LUGLIO - Villasanta

 
Tony Rusconi Orchestra

Aurelio Tontini (tromba e flicorno), Sandro Satta (sax contralto), Antonio Apuzzo (sax tenore e clarinetto), Luca Bonvini (trombone), Giuseppe Amatulli (violino), Vito Amatulli (violoncello), Gianni Lenoci (pianoforte), Eugenio Sanna (chitarra), Massimo Pirone (basso tuba), Gianfranco Tedeschi (contrabbasso), Mauro Orselli (percussioni), Tony Rusconi (batteria).

 
Lo statunitense Steve Lacy, i britannici Paul Rutherford e Evan Parker, il portoghese Carlos Zingaro, il francese Jean Marc Montera - insieme ai connazionali Guido Mazzon, Renato Geremia, Giovanni Tommaso, Mario Schiano, Giorgio Gaslini, Giancarlo Schiaffini - sono solamente una parte di coloro con i quali Tony Rusconi ha proficuamente collaborato dagli anni Settanta a oggi. Tutti musicisti accomunati da una pratica improvvisativa audace, avventurosa, che contraddistingue lo stesso batterista trentino, il cui nome è altresì legato a uno dei gruppi storici del jazz italiano, l'Organico di Musica Creativa e Improvvisata. Oggi, Rusconi, che ha anche alle spalle esperienze nel teatro e nella videoarte, guida un'orchestra di 12 ben selezionati elementi, provenienti da vari angoli d'Italia. In questo caso a fare da collante è una visione musicale nella quale l'improvvisazione si compenetra con un articolato, rigoroso ma nel contempo flessibile, disegno compositivo.

7 LUGLIO - Brugherio

 
Nguyên Lê "Celebrating Jimi Hendrix"

Nguyên Lê (chitarra), Cathy Renoir (voce), Michel Alibo (basso elettrico), Karim Ziad (batteria).

 
Sentito, oltreché doveroso, omaggio a colui che è stato non solo un genio insuperato delle sei corde, ma un musicista innovativo in ogni senso, la cui influenza è da tempo tangibile anche nell'ambito del jazz. A ricordare l'importanza di Jimi Hendrix, anche come compositore, è uno dei chitarristi più interessanti attualmente sulle scene, il franco-vientnamita Nguyên Lê, noto in Italia anche per il suo fecondo sodalizio con Paolo Fresu. Allo sfaccettato universo espressivo di Hendrix Nguyên Lê ha dedicato uno dei suoi album più riusciti, Purple, nel quale si ascoltano autentiche gemme come, per fare qualche esempio, "Up From The Skies" e "Purple Haze" (entrambe per anni nel repertorio dell'orchestra dell'indimenticato Gil Evans), "Are You Experienced" e "Third Stone From The Sun". Nguyên Lê ne offre una rilettura originale, facendovi confluire anche elementi presi dalla cultura musicale maghrebina. In questo senso la presenza del formidabile batterista algerino Karim Ziad è uno degli elementi cardine del progetto, anche dal vivo.

8 LUGLIO - Brugherio

 
Alfredo Ferrario Quartet guest Gianni Basso

Gianni Basso (sax tenore), Alfredo Ferrario (clarinetto), Rossano Sportiello (pianoforte), Riccardo Fioravanti (contrabbasso), Marco Castiglioni (batteria).

 
Alfredo Ferrario è nato a Como nel 1964 e, al contrario della gran parte dei suoi coetanei, è rimasto presto affascinato da un mondo musicale molto particolare, quello del jazz tradizionale e dello Swing. Nel corso degli anni, grazie al suo naturale talento e ad una preparazione tecnica di primissimo ordine, si è imposto come uno dei clarinettisti e uno degli interpreti più validi degli stilemi primigeni del jazz, non solamente a livello nazionale. Da qui la partecipazione a tutti i più importanti appuntamenti con il jazz tradizionale e collaborazioni con vecchie glorie come Sammy Price e Ralph Sutton. Ferrario non disdegna, tuttavia, incursioni nel jazz più moderno, come attesta la presenza nel suo attuale quartetto, quale ospite davvero speciale, di una colonna del jazz europeo come il sassofonista Gianni Basso, veterano di mille battaglie a suon di musica.

9 LUGLIO - Nova Milanese

 
Pietro Bonelli Quintet

Pietro Bonelli (chitarra), Mario Zara (pianoforte, tastiere), Ezio Salfa (basso elettrico), Giorgio Di Tullio (batteria), Luis Casih (percussioni).

 
"I suoni… enigmi che si formano secondo una propria geografia sentimentale, i percorsi non sono a volte ben delineati, ma obbediscono a degli strani intrecci di sogni e luoghi, di ricordi personali. Musica come somma di tutte queste esperienze: musica che nasce soprattutto come necessità di nutrimento interiore". Così descrive il suo modo di intendere le sette note il chitarrista Pietro Bonelli, che alla guida del suo affiatato quintetto propone un mix di jazz e aromi latini, confezionato in una veste squisitamente acustica. Alla base c'è l'idea di comunicare uno stato emozionale per condividerlo insieme al pubblico. Nel flamenco tutto ciò viene espresso con una sola parola: duende.

10 LUGLIO - Vedano al Lambro

 
Ettore Fioravanti "Belcanto"

Achille Succi (sax contralto, clarinetto basso), Tino Tracanna (sax tenore e soprano), Beppe Caruso (trombone), Stefano De Bonis (pianoforte), Giovanni Maier (contrabbasso), Ettore Fioravanti (batteria).

 
"Il tema del canto é l'idea unificante delle varie componenti che stanno alla radice della filosofia musicale del gruppo: il materiale compositivo, misto di brani originali e di canzoni italiane vecchie e nuove; il trattamento jazzistico, cioè a dire l'improvvisazione, il timbro e la pronuncia jazzistica che filtrano ogni idea musicale; l'abitudine a ricercarsi, a trovarsi ed a scontrarsi da parte dei musicisti protagonisti del gioco; l'ambizione di salire sul palco con un progetto originale che manifesti il nostro background europeo (italiano fa troppo grandeur?). Ma sopra a tutto, intorno e dentro a tutto, c'è il significato primigenio del canto, cioè della cosa più difficile e profonda che mi sia mai provato ad esprimere nella mia carriera di musicante". Con queste parole l'ottimo batterista romano Ettore Fioravanti descrive come meglio non si potrebbe l'idea e la musica di Belcanto, gruppo tra i migliori che oggi in Italia è dato ascoltare. Un sestetto che non è solo la somma delle forti personalità che lo costituiscono, ma un vero e progetto sonoro: definizione, questa, spesso abusata, ma nel caso assolutamente giustificata e pertinente.

13 LUGLIO - Cernusco sul Naviglio

 
Gerard Kleijn Quintet "New World"

Gerard Kleijn (tromba, flicorno), David Golek (chitarra), Orijan Graafmans (pianoforte, piano elettrico), Bart Taerenskeen (contrabbasso), Joost Kesselaar (batteria).

 
In collaborazione con Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, Ministero degli Esteri e Ministero della Pubblica Istruzione, Cultura e Scienza dei Paesi Bassi, Virgin Express, Dutch Jazz Connection.
Gerard Kleijn è un trombettista e flicornista olandese al suo debutto italiano, grazie alla collaborazione di importati Istituzioni del suo Paese. Kleijn (nato nel 1964), dopo essersi diplomato al Conservatorio di Rotterdam, ha partecipato a masterclass tenute da Bobby Few, Allen Vizutti e Claudio Roditi. Nel 1997 ha fondato il suo primo gruppo, denominato Big Moves, con il quale ha posto le basi della sua carriera di musicista. Nel 1998 è stato premiato all'International Jazzconcours di Breda, mentre nel 2002 è stato insignito di una nomination all'Andersen Jazzaward. Kleijn, che svolge anche intensa attività didattica all'Academy of Music di Alkmaar e al Djam di Amsterdam, si è esibito con diverse formazioni in Messico, Stati Uniti, Francia, Germania, Croazia, Polonia, Svezia, Lussemburgo e Belgio. La sua musica, fresca e godibile, è attenta alla lezione del grandi maestri del jazz, ma nello stesso tempo riflette gli umori del presente.

21 LUGLIO - Cernusco sul Naviglio