Anteprima 2005
 

concerto-anteprima a Monza con
Charles Lloyd Quartet

presentazione CD ECM Jumping The Creek

Giunto quest’anno alla quinta edizione, Brianza Open Jazz Festival fa precedere, come da consolidata tradizione, la nutrita programmazione estiva da un significativo concerto-anteprima, previsto per martedì 3 maggio 2005 al Teatro Villoresi di Monza (Piazza Carrobiolo 8; ore 21,30; ingresso gratuito). La serata - organizzata dall’Assessorato al Turismo, Spettacolo ed Eventi del Comune di Monza, in collaborazione con l’etichetta discografica ECM e con Ducale, distributore italiano della prestigiosa casa tedesca - avrà un ospite d’eccezione: il sassofonista statunitense Charles Lloyd, che darà avvio al proprio tour italiano presentando i brani del nuovissimo album Jumping The Creek. Lloyd si presenterà a Monza alla guida del suo abituale quartetto, formato da partner eccellenti quali la pianista Geri Allen, il contrabbassista Reuben Rogers e il batterista Eric Harland.

Jumping The Creek è l’undicesimo album di Charles Lloyd per la ECM, dopo Fish Out of Water (1989), Notes From Big Sur (1991), The Call (1993), All My Relations (1994), Canto (1996), Voices In The Night (1998), The Water Is Wide (1999), Hyperion With Higgins (1999), Lift Every Voice (2002) e Which Way Is East, splendida raccolta di duetti con il compianto batterista Billy Higgins, incisa nel 2001 e premiata dalla critica italiana, nel referendum “Top Jazz” del mensile Musica Jazz, come migliore produzione discografica straniera uscita nel 2004. Dischi che rappresentano nell’insieme una delle più felici stagioni creative del musicista di Memphis, città dove è nato il 15 marzo del 1938. Formatosi suonando in gruppi di rhythm’n blues, compresi quelli di B.B. King e di Bobby Bland, Lloyd si è messo in luce nei primissimi anni Sessanta suonando con il batterista Chico Hamilton e collaborando, in seguito, con il contraltista Julian Cannonbal Adderley. Del 1966 è la costituzione di un quartetto passato alla storia anche per la straordinaria popolarità avuta presso il pubblico giovanile dell’epoca. Di quel quartetto facevano parte un ancora emergente Keith Jarrett, il contrabbassista Cecil McBee, sostituito poi da Ron McClure, e il batterista Jack DeJohnette. In quegli anni Lloyd e i suoi compagni di avventura suonarono anche in templi del rock come il Fillmore di San Francisco, ottenendo un successo inedito per dei jazzisti; e furono anche tra i primi ad esibirsi nell’allora Unione Sovietica. Di quel periodo rimangono album significativi come Dream Weaver, At Monterey e Charles Lloyd In Europe. Successivamente Lloyd si sarebbe ritirato dalle scene musicali, anche per problemi di salute, riprendendo l’attività nei primi Ottanta, con un gruppo che comprendeva, tra gli altri, il prodigioso pianista francese Michel Petrucciani. In questo lungo arco temporale Charles Lloyd è rimasto fedele ad un jazz spigliato ma nel contempo dalla notevolissima profondità espressiva, a volte intriso di profumi orientali. Ma una delle sue principali fonti di ispirazione rimane l’arte di John Coltrane, di cui Lloyd si può oggi ritenere a pieno titolo uno dei più autorevoli eredi musicali e spirituali.