Le schede dei musicisti
 

ELB TRIO
ERSKINE / NGUYEN LE / BENITA

Nguyên Lê (chitarra), Michel Benita (contrabbasso), 
Peter Erskine (batteria)

Un autentico supertrio: non si può definire in altra modo il gruppo formato dal chitarrista franco/ vietnamita Nguyên Lê, dal contrabbassista francese Michel Benita e dal batterista statunitense Peter Erskine. Un organismo musicale paritario che trae la propria linfa proprio dal mirabile equilibrio delle forze in campo, esaltato da un costante interplay. Nguyên Lê è da tempo uno dei più interessanti specialisti delle sei corde, dalle quali trae sonorità di grande originalità: assiduo collaboratore di Paolo Fresu, il chitarrista ha spaziato negli anni da omaggi alle proprie origini culturali e alla musica del Maghreb a un sentito tributo a Jimi Hendrix. Michel Benita è uno dei più valorosi contrabbassisti transalpini: del suo solido apporto si sono avvalsi, fra gli altri, Martial Solal, Lee Konitz, Aldo Romano, Dino Saluzzi e Archie Shepp. Messosi in luce nelle file dell'orchestra di Stan Kenton, Peter Erskine ha raggiunto la consacrazione definitiva militando tra il 1978 e il 1982 nei Weather Report. In seguito è entrato negli Steps Ahead e ha costituito propri gruppi, fra cui un eccellente trio con John Taylor e Palle Danielsson. 


 
MAURIZIO GIAMMARCO 
“MEGATONES”
 
Maurizio Giammarco (sax, fl, el), Dario Cecchini (sax, cl basso, fl),
Pino Iodice (piano, tast), Gianluca Renzi (cbasso e basso el), 
John Arnold (batteria) 

 
Megatones è la più recente creatura del sassofonista Giammarco, leader negli anni Ottanta dei pluridecorati Lingomania e uno dei musicisti italiani con maggior esperienza in campo internazionale. Nell'arco della sua carriera, avviata negli anni 70, Giammarco ha infatti collaborato con Chet Baker, Lester Bowie, Dave Lienman, Billy Cobham, Kenny Wheeler, Phil Woods, Tom Harrell e tantissimi altri. I Megatones, che hanno già all'attivo due album, Punkromatic del 2004 e il recente Mega Meets Microtones nel quale figura come ospite il chitarrista americano David Fiuczynski, sono nati col proposito di integrare le idee compositive di Giammarco con la creatività offerta da un ottimo gruppo di solisti improvvisatori e polistrumentisti, in grado di fornire una flessibilità di linguaggio e una varietà timbrica tali da evocare l'impatto di una piccola big band.


 
BOSSO / GIROTTO QUINTET

Fabrizio Bosso (tr), Javier Girotto (sax sop/bar), Lorenzo Tucci (batt) 
Natalio Mangalavite (pianoforte), Luca Bulgarelli (c.basso),
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Produzione originale di Brianza Open Jazz Festival, questa inedita formazione vede in prima linea la tromba di Fabrizio Bosso, una delle colonne portanti degli High Five, e il sassofonista di origine argentina Javier Girotto, leader degli Aires Tango. Con loro una delle migliori sezioni ritmiche attive oggi in Italia, costituita dal pianista Natalio Mangalavite, assiduo partner dello stesso Girotto, dal bassista Luca Bulgarelli, sideman tra i più richiesti, e dal batterista Lorenzo Tucci, altro componente degli High Five. Il quintetto propone una musica che è il naturale punto di incontro fra musicalità diverse, fra il più aggiornato hard bop, di cui Bosso, Bulgarelli e Tucci sono autorevoli interpreti, e quegli influssi latini che sono parte integrante del bagaglio musicale e culturale di Girotto e Mangalavite. A far da collante ci sarà la forte comunicativa che contrassegna tutti e cinque i musicisti. 


 
PALLE DANIELSSON QUARTET 

Joakim Milder (sax), Rita Marcotulli (pianoforte)
Palle Danielsson (cb), Dejan Terzic (batteria)
 
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Palle Danielsson è sin dalla fine degli anni Sessanta una delle personalità di spicco del rigoglioso panorama jazz scandinavo, oltre che uno dei migliori contrabbassisti europei in assoluto. La sua carriera musicale è iniziata accanto a illustri jazzisti statunitensi, da Bill Evans a George Russell, da Ben Webster a Charlie Shavers, al pianista Steve Kuhn. Nel 1972 Danielsson sarà poi tra i fondatori del gruppo Rena Rama, rimasto in vita fino al 1986, e di lì a non molto entrerà a far parte del “quartetto europeo” di Keith Jarrett, assieme a Jan Garbarek e al batterista Jon Christensen. Tra le sue altre principali collaborazioni vanno ricordate quelle con Charles Lloyd, Kenny Wheeler e con Peter Erskine. Strumentista eccellente, solido accompagnatore e all'occorrenza autorevole solista, Danielsson si presenta a Monza alla guida del proprio quartetto, che schiera il sassofonista connazionale Joakim Milder, la pianista romana Rita Marcotulli e il batterista tedesco Dejan Terzic.


 
TINO TRACANNA QUARTET

Tino Tracanna (sax e soprano), Massimo Colombo (pianoforte)
Marco Micheli (contrabbasso), Francesco Petreni (batteria)
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Apprezzato sia come sideman che come leader, Tino Tracanna guida sin dalla metà degli anni Ottanta un quartetto che riflette al meglio la sua visione musicale. Quello del sassofonista livornese di nascita ma bergamasco di adozione è un jazz fresco, vibrante, che si nutre della lezione di John Coltrane e di altri grandi maestri del jazz, ma che nel contempo reca una inconfondibile impronta personale. Collaboratore dal 1981 ai primi anni Novanta del pianista Franco D'Andrea, componente del quintetto di Paolo Fresu sin dalla sua costituzione (1983), Tracanna ha anche suonato con Steve Lacy, Dave Liebman, Gianluigi Trovesi, Pierre Favre e molti altri. Da poco è uscito Quartet Live 2005, che vede all'opera il sassofonista e i suoi abituali partner, il pianista Massimo Colombo, il contrabbassista Marco Micheli e il batterista Francesco Petreni, tutti musicisti di provata talento. 


 
LELLO PARETI “MAREMMA”
 
Stefano “Cocco” Cantini (sax soprano), Bebo Ferra (chitarra),
Antonello Salis (piano e fisarmonica), Lello Pareti (contrabbasso)
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“Maremma” prende il nome dalla seconda fatica discografica di Lello Pareti e dei suoi preziosi collaboratori, con i quali aveva già realizzato nel 2003 l'album Il circo (in tre brani del nuovo album compare nelle vesti di special guest il pianista Stefano Bollani). 
Forte di un musicista fantasioso e creativo come il pianista e fisarmonicista Antonello Salis, il gruppo del contrabbassista toscano comprende altri due solisti di valore, quali sono il sassofonista Stefano Cantini e il chitarrista Bebo Ferra. La musica dell'originale formazione coniuga la cantabilità della nostra tradizione folklorica con l'improvvisazione di matrice jazzistica. Ne risulta così un mondo sonoro ricco di sfumature, in un gioco di riferimenti colti e popolari e nel segno di un felice, proficuo incontro fra culture diverse. 


 
PAOLO TOMELLERI BIG BAND

Paolo Tomelleri (clarinetto e direzione), 
Emilio Soana, Daniele Moretto, Stefano Bassalti, Lelio Lorenzetti (trombe)
Rudy Migliardi, Gabriele Cappella, Claudio Barbieri, Andrea Gnemmi (tr.ni)
Giampaolo Casu, Alberto Buzzi, Paolo Massimo Kromberg, 
Enzo Lamendola, Gilberto Tarocco (sax), 
Paolo Alderighi (tastiera), Sergio Farina (chitarra)
Marco Ratti (contrabbasso), Tommy Bradascio (batteria)
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Classe 1938, Paolo Tomelleri è uno dei più validi solisti italiani di estrazione mainstream. Autore di musiche da film, per spettacoli teatrali, documentari e jingles pubblicitari, il sassofonista e clarinettista di origine vicentina è attivo sin dagli fine degli anni Cinquanta, cioè da quando entrò a far parte dei Windy City Stompers, primo passo di una lunghissima, brillante carriera musicale che successivamente lo avrebbe portato a collaborare con un gran numero di jazzisti stranieri: Tony Scott, Joe Venuti, 
Jimmy Mc Partland, Dick Cary, Ralph Sutton, Bill Coleman, Wild Bill Davison, Clark Terry, Red Mitchell, Jimmy Woode, Phil Woods, Billy Butterfield, Bud Freeman. Insomma, Paolo Tomelleri rappresenta una parte importante di storia del jazz italiano e l'intensa attività che ancora lo vede protagonista dimostra come la sua musica sia riuscita a resistere all'incedere del tempo. 


 
DOWNTOWN TRIO
CECCHETTO / MAIER / RABBIA

Roberto Cecchetto (chitarra), Giovanni Maier (contrabbasso), 
Michele Rabbia (batteria)
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Prossimo al debutto discografico, il Downtown Trio annovera tre musicisti dalle variegate, significative esperienze, uniti dalla comune visione dell'improvvisazione come terreno ideale per sperimentare continue, avventurose soluzioni sonore, anche alla luce delle possibili “triangolazioni” (soli, duetti, trio) che il gruppo permette. Già componente degli Electric Five di Enrico Rava, Roberto Cecchetto è uno dei più interessanti chitarristi italiani di sempre, capace di passare da ambiti d'avanguardia ad altri più in the tradition. Attualmente in forza alla Italian Instabile Orchestra, Giovanni Maier fa anche parte dei Nexus e del trio di Stefano Battaglia, completato dallo stesso Michele Rabbia, poliedrico percussionista che milita abitualmente anche negli Aires Tango. 


 
CARLA BLEY BIG BAND
 
Lew Soloff, Earl Gardner, Ernie Hammes, Giampaolo Casati (trombe)
Gary Valente, Gigi Grata, Giuseppe Calamosca, Richard Henry (tromboni)
Andy Sheppard, Wolfgang Puschnig, Roger Jannotta, 
Christophe Panzani, Julian Arguelles (sassofoni), 
Carla Bley (pianoforte), Karen Mantler (organo)
Steve Swallow (basso elettrico), Billy Drummond (batteria)
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Compositrice, arrangiatrice, bandleader, nonché pianista, Carla Bley è personalità di raro ingegno. Il suo debutto sulle scene jazzistiche risale alla fine degli anni ‘50, ai tempi in cui era sposata col pianista Paul Bley: nel decennio successivo, sull'onda dei vivaci fermenti del free jazz sarà tra i promotori della Jazz Composers' Orchestra, con la quale realizzerà la jazz opera Escalator Over The Hill, straordinario capolavoro poetico e sonoro.Responsabile degli arrangiamenti del primo, storico album della Liberation Music Orchestra di Charlie Haden, con il quale collabora tuttora, la Bley ha intrecciato la propria strada con quella di altri grandi esponenti del jazz, da Cecil Taylor a Gato Barbieri, da Don Cherry a Roswell Rudd, da Steve Lacy a Michael Matler, suo secondo marito. Dagli anni ‘70 in poi la sua carriera ha preso direzioni diverse, alternando ad ampi organici formazioni di dimensioni più ridotte, tra cui un duo con il bassista elettrico Steve Swallow, suo attuale compagno. E’ comunque alla guida della propria orchestra che Carla riesce a mettere pienamente in mostra tutta la sua originale visione musicale, ricca di intuizioni, spesso davvero geniali. 


 
MAURO NEGRI QUARTET: 
Omaggio a Duke Ellington & George Gershwin

Mauro Negri (clarinetto), Giovanni Guidi (pianoforte), 
Riccardo Fioravanti (contrabbasso), Fabrizio Sferra (batteria)
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A rendere sentito omaggio a Duke Ellington e George Gershwin è il quartetto di colui che da più parti viene indicato come il migliore clarinettista italiano. Messosi in luce nei primi anni Novanta in qualità di componente dei Trapezomantilo, Mauro Negri ha via via collezionato importanti riconoscimenti sul campo e collaborazioni con Enrico Rava, Kenny Wheeler, Billy Cobham, Lee Konitz, Steve Lacy, Gato Barbieri, Aldo Romano, Paolo Fresu e numerosi altri colleghi jazzisti italiani e stranieri. Nel suo viaggio fra l'universo musicale e poetico di due delle più grandi firme della musica del Novecento, già documentato qualche anno fa nell'album Plays Ellington-Gershwin, il musicista mantovano imprime la propria spiccata personalità a pagine immortali quali le ellingtoniane “Solitude”, “Prelude to A Kiss” e “I Let A Song Go Out Of My Heart” e le gerhswiniane “They Can't Take Away From Me”, “It's Wornderful” e “But Not For Me”. Del nuovo quartetto di Mauro Negri fanno parte due musicisti di vasta esperienza come il bassista Riccardo Fioravanti e il batterista dei Doctor 3 Fabrizio Sferra, e il pianista umbro Giovanni Guidi, talento emergente sul quale si conta molto per il futuro. 


 
MARCO DETTO QUINTET

Kyle Gregory (tromba), Antonello Monni (sax tenore) Marco Detto (piano)
Stefano Profeta (contrabbasso) Mauro Beggio (batteria)
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Marco Detto ha esordito nell’82, collaborando come sideman in varie formazioni. Nel 1992 e nel 1993 incide i primi dischi come leader. Il 1994 è l'anno della prima importante collaborazione internazionale, con Palle Danielsson e Peter Erskine, coinvolti nell'album La danza dei ricordi. Nel 2000 avverrà l'incontro con altri due grandi quali il Eddie Gomez e Lennie White, incontro suggellato l'anno dopo dal CD “What A Wonderful World”, cui seguiranno Django e Da Lontano, entrambi incisi con Marco Ricci e Massimo Manzi. Pianista dal notevole bagaglio tecnico, Marco possiede una naturale cantabilità melodica che è uno dei tratti salienti del suo stile. 


 
QUILIBRI'

Andrea Ayassot (sax), Karsten Lipp (chitarra) Stefano Risso (c.basso)
Luca Spena (percussioni) Adriano De Micco (percussioni)
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Quilibrì riunisce musicisti dell'area torinese, più il chitarrista di origine tedesca Karsten Lipp. Con alle spalle significative esperienze individuali, questi musicisti amano una musica dalle forme aperte, dove le architetture compositive siano molto più che un contenitore delle singole improvvisazioni. Il sax di Ayassot fa parte del quartetto di Franco D'Andrea, mentre Karsten Lipp è uno dei componenti della Band di Carlo Actis Dato. Stefano Risso ha collaborato con Stefano Battaglia, Umberto Petrin, Alberto Mandarini, Fabrizio Bosso e Gianluca Petrella. Variegata è pure l'attività dei due percussionisti, Luca Spena e Adriano De Micco, entrambi impegnati anche sul fronte del teatro e della danza.